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In mostra due statue in cera e un colosso di 12 metri

"In Florence" il progetto d'arte contemporanea ideato da Fabrizio Moretti e Sergio Risaliti torna nel 2017, l'edizione precedente (nel 2015) aveva portato nel capoluogo toscano l'artista Jeff Koons.
Quest'anno, in coccasione della Biennale internazionale d'antiquariato giunta alla sua 30esima edizione, il protagonista di In Florence è lo svizzero Urs Fischer, tra i grandi artisti del panorama mondiale.
In Piazza della Signoria si innalzerà Big Clay #4, una scultura di grandi dimensioni - circa 12 metri - in metallo, le cui forme hanno contemporaneamente qualcosa di primordiale e di infantile, di totemico e di architettonico. 
Sull’Arengario di Palazzo Vecchio tra la riproduzione del David o e quella di Giuditta e Oloferne, in continuità con le esposizioni di Jeff Koons (2015) e Jan Fabre (2016), saranno posizionate due figure umane, trasformate in candele, che si consumeranno lentamente durante la durata della mostra, quali simboli della finitezza umana e della durevolezza dell’arte. Le due figure sono quelle di Francesco Bonami e di Fabrizio Moretti. Le due figure resteranno esposte per circa un mese, fino al completo scioglimento.

L'artista
Urs Fischer è arrivato al grande pubblico nel 2011 in occasione della 50esima Biennale di Venezia, quando ha fatto sciogliere una copia in cera e a grandezza reale del Ratto della Sabina del Giambologna, uno dei grandi capolavori della statuaria rinascimentale  presente dal 1583 sotto la Loggia dei Lanzi. 
Un duello visivo che verà contrapporsi neo-classicismo e informe, antico e moderno, tra le immagini "senza tempo" di Bandinelli, Cellini e Giambologna e quella "senza forma" di Urs Fischer, che da anni esplora questioni come l’imperfezione e l’entropia, la relazione tra opera e spazio, tra arte e mondo del cinema, tra vivere quotidiano e immaginario artistico.
"Urs Fischer è uno degli artisti più influenti della sua generazione - scrive il curatore della mostra Francesco Bonami -. La sua produzione spazia dalla scultura alla pittura, dal design all’editoria: un artista a 360 gradi e "Rinascimentale" in senso del tutto nuovo. Il suo lavoro pur seguendo i percorsi classici della contemporaneità come l’astrazione e la figurazione è costantemente una sperimentazione di nuovi materiali e tecnologie. Una ricerca che non è affrontata per il semplice piacere della provocazione ma come strumento per raccontare storie nuove. In tutto il lavoro di Fischer non sono gli elementi materiali ad essere protagonisti, seppur essenziali, ma i contenuti ed i messaggi che comunicano in modo diretto allo spettatore.
 
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