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Palazzo Davanzati si trova a Firenze in via di Porta Rossa 9. All'interno ospita il Museo della Casa Fiorentina Antica.
Il palazzo rappresenta un ottimo esempio di architettura residenziale fiorentina del '300, costruito verso la metà del secolo dalla famiglia Davizzi, mercanti benestanti dell'arte di Calimala (o dei mercanti), fu in seguito venduto nel 1516 alla famiglia Bartolini, ricchi membri dell'Arte del Cambio, e infine nel 1578 a Bernardo Davanzati, altrettanto ricco mercante, nonché importante economista, agronomo, erudito e storico italiano. Fu lui che fece apporre lo stemma di famiglia che si vede sulla facciata e fece anche costruire l'altana (terrazza a loggia) al terzo piano, al posto dell'originaria merlatura tipica delle case-torri medievali.
Il palazzo godette di un certo splendore alla fine del Settecento quando ospitò l'Accademia degli Armonici, alla quale parteciparono compositori come Luigi Cherubini e Pietro Nardini.
Il palazzo appartenne alla famiglia Davanzati fino al 1838 quando, Carlo, ultimo esponente della famiglia, si suicidò. L'edificio fu allora suddiviso in quartieri e subì varie modifiche strutturali interne.
Nel 1902, una stanza del palazzo fu presa in affitto da Giovanni Papini e Giuseppe Prezzolini, insieme a Giovanni Costetti, Adolfo De Carolis, Alfredo Bona, Ernesto Macinai, Giuseppe Antonio Borgese, per fondarvi la rivista letteraria Leonardo, edita dalla Vallecchi, di cui furono pubblicati 25 fascicoli, dal 4 gennaio 1903 all'agosto 1907.
Nel 1904 l'immobile, scampato per poco alle demolizioni ottocentesche, fu acquistato dall'antiquario Elia Volpi ed in seguito restaurato ed arredato secondo lo stile trecentesco. Nel 1910 lo aprì al pubblico per la prima volta come museo privato "della Casa Fiorentina antica", che fu subito molto amato dai collezionisti stranieri e dai viaggiatori, che spesso lo visitavano per prendere spunto per l'arredo delle loro abitazioni. Nel 1916 Volpi organizzò una memorabile asta a New York, dove vendette con grande profitto l'intero mobilio del palazzo: l'evento è ricordato come un'importante tappa per la diffusione del gusto neorinascimentale negli Stati Uniti.
Nel 1920 la casa era stata riarredata e di nuovo il mobilio fu oggetto di vendita nel 1924, ma questa volta invece di andare disperso venne acquistato dagli antiquari di origine egiziana Vitale e Leopoldo Bengujat, che affittarono anche l'edificio e di lì a poco lo acquistarono (1926). Nel 1934 l'arredo venne venduto all'asta e acquistato dalla Spanish Art Gallery.
Nel 1951 il palazzo fu acquistato dallo Stato Italiano che lo adibì definitivamente a museo, con mobili, dipinti e oggetti provenienti in parte da altri musei fiorentini e in parte da acquisti e donazioni ricevute. Nel 1956 il museo venne riaperto con un allestimento che cercava di ricreare l'atmosfera di un'abitazione privata.
Dalla fine degli anni '90 è oggetto di un lungo e delicato restauro. Nel 2005 è stato riaperto il pianterreno e il primo piano, mentre l'11 giugno 2009 è stato riaperto completamente.
 



 
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